BREAKING NEWS

TUTTE LE NOTIZIE SU VIERI IN TEMPO REALE (O QUASI)!

 

27/11/2003     Christian Vieri ha ritrovato la parola. Dopo oltre un  mese di mugugni e insoddisfazioni, il bomber interista ha  rilasciato un'intervista a Inter Channel. "E' da un mese,  un mese e mezzo, che tutti parlano di me. Dicono che sono arrabbiato e che ce l'ho con tutti. Volevo precisare che non è assolutamente vero. Con la squadra non c'è nessun  problema. I tifosi? Non so perchè mi fischiano. Non ho  idea". Al prossimo gol? "Esulto". Il bomber dell'Inter racconta la sua verità e le sue     
 sensazioni in un'intervista a cuore aperto. Comincia con  lo spiegare la motivazione che lo hanno spinto a colpire  un microfono a bordocampo dopo un palo colpito nel match  contro l'Ancona. "Quando le partite vanno così così, è  normale, non posso essere contento - ha detto a Inter  Channel - Però, siccome tutti raccontano anche di quel calcio che ho tirato a un microfono, allora è meglio     
 ricordare come è andata: avevo preso un palo, la palla è tornata verso di me, ho cercato ancora di fare gol e il portiere ha respinto il tiro. Mi è venuto normale tirare un calcio a quel microfono, ma non ho nessun problema con  nessuno". Bobo vuole chiarire il suo rapporto con i tifosi che lo  hanno fischiato. Il motivo di tale comportamento gli è oscuro. "Alla gente non ho fatto niente, non mi sembra di aver fatto niente. Se loro vogliono fischiare, non c'è nessun problema. Siccome pagano il biglietto, possono fare ciò che vogliono. Da parte mia, non c'è nessun problema".                                                                                                      
 L'attaccante interista torna anche sull'episodio di Brescia quando, dopo il rigore del pareggio, ha scagliato con rabbia la palla in direzione della curva interista.  "Siccome dicono che qualcuno è arrabbiato perché a Brescia ho calciato la palla in curva, non è assolutamente vero. Vorrei ricordare la situazione. Dietro la porta, sulla destra, c'era la curva dell'Inter: io ho calciato la palla verso la zona sinistra. Parlare di Vieri e cercare sempre la polemica è facile, volevo solo dire che ho calciato mille altre volte la palla dietro la porta o in curva e nessuno ha mai detto niente. Non vedo i motivi per questi problemi e per queste polemiche che stanno venendo fuori".                     
27/11/2003     "Ronaldo è il migliore di tutti. Sapevo sempre dove si trovava e viceversa. Incredibile.
 Non ho mai raggiunto con nessun altro giocatore una tale intesa". Christian Vieri, in un'intervista concessa al magazine della Uefa, mostra grande nostalgia per il suo vecchio partner offensivo.  "Mi sento a posto con la mia coscienza perché mi alleno al massimo e do sempre il cento per cento. Così come riesco a fare bei gol, posso sbagliare gol facili. Sono sereno e  non ripenso mai ai gol che sbaglio", aggiunge il bomber nerazzurro.  Ho realizzato il mio sogno: giocare in serie A e per la nazionale. Adesso devo vincere!  Devo vincere una competizione importante", la conclusione di Vieri.        
05/10/2003     Dimenticata in fretta Elisabetta Canalis, Vieri non soffre certo di solitudine. La sua  
 storia con Fernanda Lessa prende sempre più forma, tanto che la bella modella brasiliana  è diventata anche socio d'affari di Bobo. I due, insieme al rossonero Christian Brocchi,  apriranno infatti il Clan Caffè, un locale notturno proprio nel cuore del centro di Milano.            
26/09/2003     Ieri al Light di Milano festa ecumenica meneghina: milanisti e interisti, nerazzurri e  
 rossoneri a festeggiare il cuore di Maldini e Vieri. Quello stilizzato che a un certo  punto della scorsa stagione i due campioni cominciarono a ostentare sotto la casacca  ufficiale, quello messo in mostra in occasione dei goal o dei festeggiamenti sotto la curva, col bomber nerazzurro particolarmente insistente. "Sono magliette realizzate da  un amico comune, gli facciamo un favore facendole conoscere". Fu la prima motivazione  ufficiale, data da Vieri. E invece. Il cuore in questione è ormai diventato un "must del trend del posh del vip": è di moda. Sorpresa: ieri Maldini e Vieri hanno lanciato  ufficialmente le maglie e le felpe della LORO linea, quella col 'Cuore'. Ecco chi era l'amico comune! Gli indumenti sono stati creati dal difensore rossonero e dall'attaccante interista e sono stati presentati ieri sera con mega festa vip. Ma non  illudetevi, il commercio non c'entra niente. Maldini e Vieri fanno tutto questo (compresa pubblicità legittima e occulta) per bontà: "Il cuore che rappresentiamo nelle maglie serve anche per sensibilizzare le persone ad essere più buone - le parole di Vieri. -Stiamo vivendo un periodo molto difficile, ne succedono di tutti i colori,  questo cuore può servire a tutti. Ma adesso smetteremo di mostrarlo". Certo, ormai è un  marchio riconoscibile, inutile inflazionarlo, rischiando la sovraesposizione e l'esaurimento del filone. Lo dicevamo in tempi non sospetti, Vieri sa molto più di  marketing di tanti colleghi giornalisti. Se volete far parte del club "Cuore d'oro", accomodatevi... L'iscrizione è al costo di una felpa.                                   
25/09/2003     Elisabetta Canalis sembra ormai un discorso definitivamente chiuso per Christian Vieri. 
 Da tempo si vocifera di una sua relazione con l'attrice Valentina Pace. E le indiscrezioni sono state confermate nei giorni scorsi, quando la bella Valentina ha  fatto da madrina alla riapertura ufficiale del locale in zona Navigli di cui il calciatore è proprietario assieme a Christian Brocchi. Per tutta la serata i due sono sembrati uniti da un'irresistibile attrazione reciproca. Se son rose... Alla riapertura erano presenti molti personaggi del mondo dello spettacolo, tra cui Emanuela Folliero, Federica Panicucci e anche la "grande sorella" Mascia Ferri.    
13/07/2003      Il bomber interista Christian Vieri , che ieri sera ha festeggiato il suo trentesimo compleanno in un noto locale della Riviera adriatica insieme, tra gli altri, agli ex nerazzurri Ronaldo e Brocchi, ha espresso due desideri per la prossima stagione agonistica: "Per il mio compleanno vorrei ricevere due regali, la salute e quello di conquistare un successo in una competizione prestigiosa con la maglia dell'Inter". Bobo ha poi ringraziato l'amico Ronaldo per averlo raggiunto a Milano Marittima per festeggiare insieme il proprio compleanno: "Ringrazio Ronie per essere qui, il regalo più bello me lo ha fatto con la sua presenza".
12/07/2003    Non c'era la fidanzata Elisabetta Canalis, ma per il suo compleanno al Pineta di Milano Marittima, Bobo Vieri aveva intorno uno stuolo di amici e belle donne. Alena Seredova, Fernanda Lessa e Federica Fontana. E poi Buffon, Rossi, Brocchi, Iuliano, e dopo l'una anche Ronaldo arrivato dalla Sardegna senza regalo. Il bomber, con orecchino argenteo, camicia grigio notte e jeans, ha fatto scorrere champagne e distribuito baci dalle 23 alle 5 del mattino. "Cosa chiedo per i miei 30 anni? La salute e di vincere qualcosa con l' Inter" ha detto Vieri ribadendo il proposito di non muoversi dalla squadra nerazzurro. Qualsiasi cosa? "Sì qualsiasi cosa va bene" ha assicurato prima di dare il via alla festa di compleanno. Il Vieri-show, nel locale più in della Riviera, è iniziato alle 23, ma già nel pomeriggio l'atmosfera intorno al Pineta era calda. L' aperitivo in spiaggia è stato animato da una sorpresa, quando sopra il bagno Albacore, il patron del Pineta, Chicco Cangini, ha fatto volare un elicottero che ha provveduto a inondare la spiaggia di petali delicati con tanto di striscione Auguri Bobo. Per i più fortunati anche una maglietta con la scritta Bobo30. Poi arriva la sera e cominciano i festeggiamenti. Vieri è abbronzatissimo. Fa il suo ingresso nel locale dopo le 23, con orecchino argenteo all' orecchio destro, camicia smanicata grigio notte e jeans. In duemila allungano le mani per salutarlo e per baciarlo. Lui si fa largo e raggiunge il gruppo di amici più stretti a partire dal patron Cangini. Il mondo dello spettacolo è rappresentato ampiamente tra i 120 invitati. Valentina Pace e la bellissima Alena Seredova, fasciata in un miniabito turchese, Fernanda Lessa e la compagna di calendario Federica Fontana, Demetra Hampton. Nel locale si balla e si salta sui tavoli, la musica è così italiana che a un certo punto parte anche l'inno di Mameli. E' l' 1.20 quando fa la sua comparsa Ronaldo, cappellino verde militare calato sugli occhi. E' arrivato con un volo privato dalla Sardegna dove sta trascorrendo le vacanze. Va ad allungare la lista dei calciatori presenti: Buffon, Sebastiano Rossi, Christian Brocchi, Mark Iuliano, Rino Gattuso, Alessio Tacchinardi. Ronaldo spiega di non aver mai smesso di amare l' Italia nonostante il divorzio dall' Inter e dice che Bobo è rimasto un suo grande amico. Però non ha fatto in tempo a pensare a un regalo. "Il regalo piu' bello è la sua presenza", dice Vieri.
31/03/2003     La coppia delle meraviglie messa in mostra a Palermo dalla Nazionale del Trap potrebbe vestire gli stessi colori anche in una squadra di club. Almeno questo è il sogno di Bobo Vieri che vorrebbe convincere Moratti a portare Totti all'Inter, un giorno o l'altro: "Non so se lui sia incedibile o meno. Certo le probabilità che ciò avvenga mi sembrano poche. Però mi piacerebbe che Moratti mi desse retta un po' di più". Magari a partire proprio da Totti? A spingere l’attaccante nerazzurro a questa, comunque improbabile richiesta, è stata la splendida prestazione dei due fuoriclasse italiani contro la Finlandia. Una serata che Vieri ricorderà a lungo: "Era da tempo che non mi divertivo così. E’ stato proprio bello, anche perché con quelli bravi è facile giocare. Che Totti sia bravo, non lo scopriamo ora, in più stava proprio bene: Totti per un attaccante è come il paradiso". 
29/03/2003     Dal ritiro della Nazionale Vieri punta a rassicurare i tifosi dell'Inter: se i rapporti con l'allenatore Hector Cuper possono anche essere deteriorati, non lo sono quelli con la dirigenza. Pertanto, Vieri sente di voler rimanere all'Inter e stop: "Io non ho mai chiesto di andar via. Non vedo proprio perché dovrei farlo dopo una sconfitta: sarebbe invece una cosa diversa se l'Inter mi mettesse sul mercato. Ripeto, io non ho chiesto nulla a nessuno. Sono davvero rimasto sorpreso dalle dichiarazioni del presidente Moratti, dovrò parlare con lui per capire. Penso però che sia un mio diritto essere scontento se non vinciamo: io voglio vincere. Non faccio drammi per una sconfitta, ma dobbiamo giocare meglio, molto meglio. Il mio rapporto con Cuper? Abbiamo chiarito: io sono una persona che dice le cose chiaramente e poi finisce là".
28/03/2003     E' bastata una frase di Massimo Moratti per aprire l'asta per Christian Vieri. Il presidente nerazzurro, parlando di Hector Cuper, ha spiegato ieri: "Spero proprio che Bobo non se ne vada, ma non è certo colpa di Cuper se Ronaldo è andato al Real Madrid e non sarà colpa del tecnico se Vieri dovesse seguire lo stesso percorso. ". Si parla di Juventus, soprattutto se dovesse partire Trezeguet, e Milan, se andasse via Shevchenko. All'estero Real Madrid e Manchester United potrebbero arrivare all'attaccante nerazzurro. Sulla decisione di Vieri di lasciare il nerazzurro peserebbero non solo le vittorie che continuano a mancare, ma anche gli screzi con l'allenatore. Dall'abbandono di Appiano Gentile per la stanza troppo calda al divieto di seguire la squadra a Leverkusen pur se squalificato.
08/02/2003     Intervista tratta da "La Repubblica".  Vieri si presenta con un’andatura da Far West ma è disarmato e la bottiglia di succo di frutta (albicocca, dal colore) non sembra intenzionato ad usarla contro di me. Non subito, almeno. Questa intervista, lo dico per onestà, è preceduta da una serie di avvertimenti (a me): vacci piano, Vieri è un orso, più di qualche grugnito non gli cavi. Nemmeno un grugnito, frasi non lunghissime ma me l’aspettavo. La prima domanda è sua, dopo aver dato un’occhiata al tavolino del bar. Vieri chiede subito: “Cos’è tutta quella roba?”. Appunti, ritagli d’archivio, cose che hanno scritto di lei negli ultimi dieci anni. “Cioè all’80 per cento, balle”. Adesso facciamo qualche controllo. E’ vero che da piccolo collezionava automobiline? “Balla” Erica se la ricorda? “Sicuro. E’ la prima ragazzina di cui mi sono innamorato, a 14 anni” Australiana classica? “Classica figlia di italiani. L’ho rivista adesso, quando sono stato a Sydney. E’ nel gruppo degli amici veri, quelli per cui era Chris e sono rimasto Chris, quelli con cui vado  in giro in maglietta e pantaloni corti, a fare surf o dove capita”. Disturbo se fumo? “No, anche se io non fumo, non ho mai fumato”. Neanche uno spinello? “Neanche”. Non mi dica che è anche astemio. “Quasi” Cioè? “Mi piace il Brachetto. Lo conosce?” Sì. “Le piace?” Diciamo che non è nel top 50 del mio gusto, ma fresco, con le fragole, può andare.“E sulle crostate di frutta, giusto?” Giusto: ho letto che lei possiede due ristoranti a Sydney e uno a Milano. “Uno a Sydney ed uno a Milano, prego”. Che linea hanno? “Tipica italiana: pasta, pizza, olio d’oliva, cose simpatiche, non complicate. E poi non sono tutti miei, a Milano sono in società con Brocchi. Il fatto è che io non so cucinare nemmeno un uovo, quindi devo sempre mangiar fuori, allora tanto valeva avere un posto dove nessuno ti rompe le scatole”. E’ una delle sue preoccupazioni maggiori, questa della rottura? “Sì. Dicono che sono chiuso. Sono diffidente, è diverso. La confidenza è per pochi, e li scelgo io. Oppure per nessuno, si fa prima”. Il primo della lista è il giornalista? “Per forza. Se di me si dà un’immagine in cui non mi ritrovo, dovrei anche ringraziare? Ma in questo ambiente bisogna diffidare di tutti, per principio. Appena ti fai un nome cercano sempre di fregarti, di sfruttarti”. Non dev’essere un bel vivere, a occhio. “Nemmeno brutto, basta avere le idee chiare. Voglio dire: mi sta bene essere giudicato per quello che faccio sul campo, quello è il mestiere. Se lei mi mette 4 in pagella e scrive che Vieri ha giocato da cane, è regolare, mi sta bene. Se lei scrive che gioco da cane perché passo le notti in discoteca, non mi sta bene. E’ una leggenda metropolitana. Se uno vedesse un solo allenamento di Cuper, capirebbe che di energie per la discoteca ne restano poche. Da spendere la domenica o il lunedì, se non si gioca a metà settimana”. Se uno vedesse un allenamento di Cuper, appunto. Ma ormai i vostri campi, non solo dell’Inter intendo, sono più blindati delle banche. Quindi, noi non vediamo allenamenti, voi non ce li raccontate nel dettaglio, i tifosi ne sanno poco o nulla e allora si andrà avanti con le leggende metropolitane. E poi la storia del Vieri che chiude le discoteche l’ha tirata fuori Radomir Antic, suo allenatore dell’Atletico, non esattamente un giornalista. Ma parliamo di allenatori. A quale deve di più? “Ai primi, Rampati e Mondonico. Allenarsi, allenarsi, allenarsi, questo continuavano a dirmi. Avevano ragione. Oggi mi alleno più e meglio che a vent’anni. Anche perché peso quasi 90 chili, se non mi alleno come faccio a segnare?" Sull’almanacco Panini c’è scritto 82 chili “Sono rimasti indietro. O sono andato avanti io. Mi creda, quasi 90”. Non ha rimpianti per avere smesso col rugby? “Ecco un’altra balla: io non ho mai giocato a rugby. A cricket, semmai. E molta atletica, molto nuoto. Tutto, pur di non andare a scuola. Una volta ho saltato tre mesi di fila. Telefonavano i professori e io dicevo che dovevo badare ai fratellini, che avevo il morbillo, che avevo gli orecchioni. Poi un giorno mio padre l’ha scoperto e me ne ha date un sacco e una sporta”. E’ vero che in camera a Sydney aveva i poster di Vialli, Mancini e Baggio? “Questo è vero. Tenevo alla Samp e mi piaceva Baggio, quando stavo a Prato andavo sempre in curva Fiesole per veder giocare lui”. Lo chiamerebbe in Nazionale, dipendesse da lei? “Non dipende da me, ma da Trapattoni”. Ci avrei scommesso. Altri allenatori? “Maldini. Lo ricordo con affetto. Poche parole, ma sentivo la sua fiducia”. Poteva andar meglio, in Francia? “Meglio che a piangere sulla spalla di Zidane, sì.” Mancava il labiale. “Non piangere, sei il mio fratellino, così mi ha detto”. Da dove nasce quest’affetto? “Ci conoscevamo dai tempi dell’Under 21. Quando lui è venuto a giocare in Italia era un po’ spaesato, da vero timido qual è. Così lo invitavo spesso a casa mia, mia madre è francese, e a lui faceva piacere. E’ un gran bravo ragazzo, Zidane”. A mettere insieme i piedi di Zidane e il suo fiuto del gol, chissà cosa verrebbe fuori. “Un mostro”. A proposito, ho letto che Mostro era il suo soprannome da ragazzo, che a Ravenna la chiamavano Carrozzone, a Madrid El Muto. “Di Ravenna non lo sapevo. Mostro sì, ero un casinista pazzesco, sempre pieno di tagli, di bozzi. Nella casa di Wetherell Park i vetri rotti erano all’ordine del giorno. Una volta son finito contro un’enorme pianta grassa, il medico indiano ci ha messo mezza giornata a togliermi le spine”. A proposito di spine, come avete fatto a perdere lo scudetto all’Olimpico? “Non lo so, ci ho pensato un miliardo di volte e non lo so. Però mi sembra che il gruppo sia cresciuto, siamo in testa da un ano e mezzo, con Cuper siamo più competitivi”. Altro di poche parole. “Neanche per idea, sa ridere e scherzare, giovedì siamo andati tutti insieme a vedere un cabarettista amico mio”. Lei non parla mai di calcio in termini tattici. Ho la sensazione che giocare a tre punte, a due, a una, con la difesa a tre o a quattro per lei sia la stessa cosa. “E’ vero. Per me, conta entrare in campo per vincere e dare tutto per riuscirci. Non sempre ci si riesce, ma quando uno ha dato tutto non ha nulla da rimproverarsi. Allo stesso modo, non mi sentirà mai lamentarmi dei compagni perché arrivano pochi cross, o sono storti. Qui ognuno vede come lavorano gli altri. Anch’io sbaglio gol da stupido a due passi dalla porta. E nemmeno mi lamento delle entrate degli avversari: cerco di stare in piedi, non casco se solo mi soffiano sul collo. Questo credo dipenda dalla formazione australiana. Un po’ ho girato e posso dire che in Italia siamo indietro di dieci anni rispetto a Spagna e Inghilterra, ma qualcosa si sta muovendo in positivo, si cerca di far più gioco e quindi più spettacolo, grazie anche alle piccole squadre. In Spagna, per un anno ho visto solo pallone, mai un metro di palestra, un attrezzo. E un pubblico che ti applaude anche se perdi ma hai giocato bene, e ti fischia se vinci ma giochi male”. Lei ha sempre giocato all’attacco? “Sono partito da terzino sinistro, e anche in quella posizione facevo abbastanza gol. Quando s’è fatto male un attaccante ho chiesto al mister di provarmi di punta, e lì sono rimasto”. E’ vero che per suo padre lei era un mezzo brocco? “Più o meno, senza i suoi piedi ma con molta passione. Forse gli ho fatto cambiare idea segnando un gol al Paok dalla linea di fondo, quand’ero all’Atletico. Mi sa che sta imparando, Nathalie, pare abbia detto. Nathalie è mia madre, io però la chiamo Natalina”. Perché? “Italianizzo. Anche se in effetti parlo meglio l’inglese dell’italiano”. Per curiosità, nello spot di Alice chi interpreta sua madre? “Nessuno, è proprio lei, ed è naturale perché non recita una parte, fa proprio così (la imita). E poi non è vero che non mi faccio mai sentire, sono un mammone”. Complimenti per la mamma. Chi ha spinto perché lei scegliesse, tornando in Italia, il calcio? “Nessuno dei due mi ha frenato né spinto. Mi hanno assecondato. Ma la seconda volta che sono tornato il biglietto era di sola andata, e mio nonno ha fatto una colletta a Prato”. Impatto iniziale? “Seccature. Sei un raccomandato, cose così, giochi perché giocava tuo padre. Ma non ero così scarso. A Torino è stata dura. Guadagnavo 300mila lire al mese e ne pagato 100 di rate per televisore e videoregistratore”. Aveva la stanza piena di film porno, ho letto. “Ce n’era anche qualcuno normale. Quand’ero al Torino ho scambiato la maglia con Van Basten e ho pensato: Bobo, un po’ di strada l’hai fatta. Comunque, il cinema è la mia passione. Di tutti i generi, tranne l’horror”. Perché? “Perché sono un fifone, poi non dormo per la paura. E’ divertente recitare, l’ho fatto sul ring con Ceccherini, io ero il nuovo Ivan Drago. Anche la pubblicità mi diverte. Sa una cosa? A me è capitato di prendere in mano la cassetta di un film e non mi piaceva, poi il film mi è piaciuto. Oppure: se c’era un collega che mi stava sulle scatole, era Gattuso. Ma lo conoscevo da fuori. L’ho conosciuto da vicino ed è un pezzo di pane, un ragazzo d’oro, di una sensibilità straordinaria. Spesso vado a cena da lui a Gallarate”. Sta cercando di dirmi che lei è una cassetta chiusa? “Qualcosa del genere. Oppure posso dire: a vent’anni facevo tante cazzate, adesso meno”. Ha deciso cosa farà da grande? “Giocare il più a lungo possibile, e poi mi piacerebbe fare l’allenatore, così sarò in guerra con voi tutta la vita”.
06/01/2003     Dopo 174 giorni Christian Vieri interrompe il suo silenzio per dichiarare, su La Gazzetta dello Sport in edicola oggi, il suo amore eterno ai colori dell'Inter. Il bomber nerazzurro, di ritorno dalla vacanza in Australia, parla di tutto e di tutti. Dall'addio di Ronaldo ("Lo sapevo da un po', dopo il 5 maggio mi disse che ci stava pensando, aveva voglia di cambiare aria, purtroppo") alla famiglia Moratti ("Con il presidente sto bene: il primo anno ci sono stati dei problemi, poi ci siamo venuti incontro e abbiamo capito come siamo"), dalla crisi economica e il taglio degli ingaggi ("Se un contratto è firmato è firmato: semmai si parlerà di riduzioni in futuro. Lo dico perché le società hanno addossato ai giocatori colpe non loro") a cosa farà da grande ("Boh, non ci ho pensato, ho ancora un sacco di tempo da giocare, almeno altri 7-8 anni").  C'è comunque da spiegare un silenzio stampa che durava praticamente da subito dopo il Mondiale. "Da un po', qualunque cosa dicessi, veniva riportata in maniera diversa da come la dicevo. Ora, di quello che pensa la gente non mi è mai interessato, ma se parlo, è giusto che venga riportato quello che dico. Non mi andava che ogni volta che aprivo bocca venisse fuori una polemica. Perchè ho interrotto il silenzio? Una mattina di queste mi sono svegliato e mi sono detto 'Visto che devo rimanere qui a vita, qualcosa dovrò pur dire, no?'". Ma Vieri si scatena anche nei commenti sul gioco tanto criticato dell'Inter: "Giocavamo male all'inizio dell'anno, anche se continuavamo a vincere. Lo sapevamo anche noi e infatti ero un po' preoccupato. Ma negli ultimi due mesi siamo migliorati molto e adesso giochiamo anche bene. E poi l'Inter ha una qualità che a volte è più importante del bel gioco: non molla mai, fino alla fine. Questa squadra ha un carattere enorme". E in questo c'è la mano di Hector Cuper: "L'anno scorso ci ha dato continuità, ora c'è più dialogo perché sa di potersi fidare: è uno dei migliori del mondo". Emre fa i complimenti a Vieri: "Sono molto orgoglioso. All'Inter ci sono tantissimi campioni, sono tutti grandi giocatori, ma Bobo è Bobo, è uno dei primi tre giocatori del mondo. Sono contentissimo delle sue parole".  
Dicembre 2002     Termina definitivamente la relazione fra Vieri e la Canalis. Il bomber lascia la casa che condividevano a Milano e trascorre le vacanze natalizie in Australia.
11/10/2002     Per poter recuperare la forma in vista di Juventus-Inter, Vieri sta procedendo ad un intenso allenamento per poter ristabilirsi completamente dall'infortunio rimediato nella partita col Piacenza.
07/10/2002     Vieri viene premiato dalla trasmissione degli oscar del calcio come miglior giocatore italiano. Il bomber tuttavia è a casa con una bella influenza; a ritirare il premio per lui l'interista Giacinto Facchetti. Vieri, a causa della febbre e dell'infortunio alla caviglia, non è neppure stato convocato da Trapattoni per i due impegni consecutivi della nazionale.
06/10/2002     L'infortunio di Vieri alla caviglia (che Cuper dice si sia procurato con una "giocata tonta"), appare più grave del previsto. Vieri è costretto a saltare anche la sfida col Piacenza e non potrà rispondere alla convocazione in nazionale per le partite di qualificazione agli Europei 2004.
02/10/2002     Vieri è costretto a rinunciare alla partita di champions con l'Olympique Lyone a causa di una brutta botta alla caviglia rimediata dopo l'eccellente prestazione di Inter-Chievo.
15/09/2002     Dopo Inter-Torino, partita vinta dall'Inter per 1-0, Bobo Vieri, di fronte alle domande dei giornalisti che chiedevano i motivi del suo periodo negativo e della sua scontentezza risponde per le rime dicendo che sono i giornalisti a inventare tutto quanto e apre così un nuovo periodo di silenzio stampa.
02/09/2002    Ronaldo se ne è andato. L'anno scorso anche Christian Vieri aveva provato a forzare la mano per lasciare l'Inter, ma fu convinto dal presidente Moratti a rimanere. Chissà, forse proprio con la prospettiva di giocare al fianco del Fenomeno. Ora il centravanti della Nazionale non se la sente di lanciare accuse e anzi tende una mano al brasiliano. ''Mi dispiace che Ronie se ne sia andato - ha detto Vieri - gli ho parlato molte volte per telefono ma lui mi ha sempre detto di essere convinto della sua scelta. Lo capisco, comunque...''. Al suo posto arriva Crespo: ''E' un grosso giocatore''.
16/07/2002     Vieri parla in conferenza stampa, al suo ritorno in nerazzurro, delle deludenti prestazioni offerte dall'Italia ai Mondiali: "Lasciando per un attimo stare gli arbitraggi, credo che se facciamo un bilancio non sia poi così consolante: una vittoria, un pareggio e due sconfitte... Forse non meritavamo così tanto di andare avanti...". Vieri va anche giù piuttosto pesante sulle scelte di Trapattoni, pur mantenendo il suo solito tono diplomatico: "Siamo partiti in tanti attaccanti e sembrava che dovessimo giocarcela per vincere, invece mi è sembrato che molto spesso giocassimo a difendere... Giocare con un solo attaccante non è il massimo quando ne hai a dipsosizione 5 o 6 di altrettanto buoni... poi sono scelte dell'allenatore.".
13/07/2002     Un bellissimo gesto quello compiuto da Bobo Vieri, Ronaldo e Recoba e suggerito proprio dal capocannoniere nerazzurro. Su idea di Vieri, i tre fuoriclasse dell'Inter hanno deciso di autoridursi il proprio stipendio del 5%: "Un gesto d'amore e di stima verso l'Inter e il presidente Moratti" - spiega Bobo - "che con noi tre ha davvero un rapporto molto speciale. L'avevamo visto particolarmente giù dopo la batosta del 5 maggio, e questa ci è sembrata una maniera per ripagarlo della sua stima e del suo affetto. Quest'anno vedremo di non ricascarci, specialmente in Coppa, non dobbiamo uscire ai preliminari come è successo 2 anni fa, sprecando così un anno di duro lavoro. Lo so che il calcio è fatto di vittorie e di sconfitte, ma in questo periodo mi sta capitando una mazzata dietro l'altra... A volte è anche giusto vincere. Quest'anno con l'Inter vinceremo qualcosa".
05/07/2002     Vieri viene "avvistato" a Formentera in compagnia di Fabio Cannavaro e Paolo Maldini. Strano davvero che il bomber nerazzurro non abbia deciso di passare le proprie vacanze assieme all'amicone Pippo Inzaghi, che pare si sia addirittura azzuffato a Porto Cervo con Francesco Coco nel  contendersi la bella Samanta De Grenet.
28/06/2002     Vieri parte per le vacanze con Elisabetta: a Malpensa i due prendono il volo per i Caraibi, al ritorno si fermeranno in Sardegna e finiranno poi le loro vacanze a Milano Marittima. Vieri pare che non sia troppo d'accordo con la scelta di Elisabetta di condurre la trasmissione sportiva Controcampo: Bobo avrebbe preferito che lei si defilasse un po' dal mondo dello spettacolo per scegliere un futuro più tranquillo.

10/06/2002     Bobo: "Il Messico? Ha sei punti... Ma noi quando siamo con l'acqua alla gola facciamo grandi prestazioni... Sicuramente è una squadra alla nostra portata, però bisogna andare in campo con grande concentrazione, grande voglia e cercare di vincere in tutte le maniere. C'è grande convinzione in noi, grande voglia di fare bene di rimanere qua. Ce la metteremo tutta. "Abbiamo fatto quattro gol ieri. Se il guardalinee non ce ne annulla 2 e il palo non ferma la punizione di Francesco… Le occasioni ci sono state, non penso che abbiamo preso sottogamba la partita. Anche con la Croazia abbiamo giocato per vincere, ancora di più dovremo farlo giovedì perché sappiamo che se non vinciamo siamo fuori".

10/06/2002     3 gol in due partite ma è spesso troppo isolato in avanti. L'Italia con lui è certa di segnare ogni gara ma questo non basta. Nella prima giornata Inzaghi, il prescelto per comporre assieme a Vieri il reparto offensivo, è rimasto fuori per questioni fisiche. Contro la Croazia il Trap  ha concesso il partner a Bobo solo nelle battute finali, forse troppo tardi, anche a giudicare dal risultato conclusivo. Inzaghi e Vieri hanno un'intesa già rodata, ma le alternative non mancano se il milanista non sta bene. Montella viene da un finale scoppiettante, Del Piero è sempre lì pronto ma per ora il suo fervore scalda la panchina, Delvecchio potrebbe avere le caratteristiche che interessano al Trap. Chrisitan Vieri avrebbe bisogno di un compagno di reparto in grado sgravarlo dalle attenzione difensive e di alleggerirlo dalle fatiche.

08/06/2002     Ore 11.00 italiane, Italia-Croazia. Dopo un primo tempo deludente, gli Azzurri si svegliano nel secondo tempo e Vieri segna il suo solito gol. Da segnalare un gol annullato al bomber nerazzurro al 5' st per un presunto fuorigioco (rivelatosi poi inesistente) e la conseguente ammonizione per proteste.

03/06/2002     L'Italia conclude per 2-0 la gara d'esordio contro l'Ecuador. A decidere l'incontro due splendide reti di Vieri , al '7 e al '27. 

01/06/2002     Dal ritiro di Sendai, Bobo Vieri commenta il probabile e chiaccherato arrivo di Francesco Coco in nerazzurro: "Inter interessata a Coco? É un ottimo giocatore giovane e italiano. Di stranieri bravi ce ne sono già in squadra".
31/05/2002     Vieri è un muro di gomma. Non c'è domanda che lo scalfisca, non c'è modo di fargli esprimere una preferenza. Il tema, naturalmente, è il solito: ti trovi meglio nel 4-4-2 o ti trovi meglio nel 3-4-1-2? Ti trovi meglio con Inzaghi, con Montella o con Del Piero? E di quello che ha detto Montella ieri cosa pensi? Qui Bobo si supera e al tempo stesso si smaschera: "Perché? Cosa ha detto Montella ieri? Io non so niente, non leggo nulla e non mi interessa niente. Ho solo voglia di giocare. Paura dell'Ecuador? Chi ha parlato di paura? Noi non abbiamo paura di nessuno e non dobbiamo avere paura di nessuno. Dobbiamo avere rispetto, rispetto di tutti, paura di nessuno".
30/05/2002     Anche l'allenatore dell'Inter Cùper esprime un proprio parere su questi Mondiali e sui suoi "osservati speciali", Vieri e Ronaldo: "Bobo ha detto più volte di essere fiducioso: può giocare anche più partite in un arco di tempo limitato. Potrebbe anche diventare il capocannoniere del Mondiale. Una finale mondiale Italia-Brasile, con Vieri e Ronaldo uno contro l'altro, sarebbe sicuramente una grande finale".
30/05/2002     Si è da poco conclusa l’amichevole tra Italia e rappresentativa giovanile della locale squadra del Vegalta Sendai col punteggio di 4-0. L’incontro è stato giocato in una splendida cornice di 20.000 tifosi letteralmente in delirio per gli Azzurri. La partita giocata su ritmi bassi come prevedibile, è stata un’utile allenamento in vista dell’esordio mondiale dell’Italia del 3 giugno con l’Ecuador. I gol sono stati realizzati da Vieri (3' e 8' pt) e Totti (14' e 17').
26/05/2002     Azzurri vittoriosi per 2-1 nell’ultima partita prima dell’esordio mondiale con l’Ecuador del 3 giugno. Un’ottimo avvio dell’Italia che in meno di mezz’ora segna due gol giocando in scioltezza. Azzurri subito in vantaggio al 13’ con Inzaghi. Calcio d’angolo di Totti e preciso colpo di testa di Inzaghi che supera il portiere. Da segnalare la splendida rete di Vieri al 23’. Zambrotta si impossessa di un pallone, approfittando di uno svarione difensivo dei giapponesi, palla per Inzaghi al limite dell’area, preciso assist del milanista per il compagno di reparto Vieri che infila l’estremo difensore nipponico portando a due le reti azzurre. Poco dopo Inzaghi uscira dal campo infortunato. Nella ripresa il gol di Hirase che approfitta di un malinteso tra Nesta e Cannavaro per superare un’incolpevole Toldo
24/05/2002     Christian Vieri, incontrando i giornalisti nel ritiro giapponese della nazionale italiana, ha parlato del Mondiale alle porte, il suo secondo dopo quello sfortunato di Francia '98: ''Per me non si tratta del Mondiale del riscatto, ma semplicemente un altro Mondiale". Schietto e di poche parole come sempre, Bobo ha anche puntualizzato: ''Che io non sia in grado di giocare due partite a settimana lo dite voi. Io sono pronto a scendere in campo anche una volta ogni 5 giorni: altrimenti non avrei fatto 15 ore di volo per rimanere qui 40 giorni... Durante l'anno in Uefa non ho giocato perché Cuper voleva ruotare altri attaccanti: ma io mi sento a posto, esattamente come a Francia '98. E più maturo. L'assenza del gol non è un problema".
24/05/2002     "La squadra e' più matura rispetto a 4 anni fa, quando molti di noi erano al primo mondiale: e sicuramente anche più simpatica". La sua maturità, Vieri la spiega con la decisione di non fare più lo zingaro del gol: ''Quattro anni fa mi andava di cambiare, ora no, o meglio un po' meno: ho firmato un contratto di cinque anni con l'Inter e ho voglia di rimanere. Scambio con Shevchenko? Nel calcio tutto può succedere. Però Moratti finora non mi ha detto nulla...e non credo che per un campionato perso all'ultima giornata l'Inter debba essere rivoluzionata".

24/05/2002     "Al Mondiale dimostreremo che il nostro calcio non è in crisi". Queste le dichiarazioni rilasciate da Vieri dal ritiro mondiale degli Azzuri in Giappone: "Sarà il Mondiale della fatica, per i continui spostamenti: aereo, pullman, treno, saremo sempre in viaggio. Pero' non peserà', anzi sarà facile: perchè la coppa del mondo arriva ogni quattro anni, e qualsiasi calciatore pensa solo a giocarla". 

24/05/2002     Bobo dichiara: "Tra me e Pippo Inzaghi c'è una fortissima amicizia, consolidata ormai da Francia '98. A quel tempo avevamo lanciato la moda del chupa chupa; anche quest'anno dovremo inventarci qualcosa!".

20/05/2002     Appare ormai sempre più in crisi la relazione tra Christian Vieri e la Velina Elisabetta Canalis. Voci dicono che il bomber nerazzurro si sia infatuato della bella modella che ha girato con lui lo spot di Alice.

18/05/2002     In Italia compare la sconvolgente notizia che i vertici delle società nerazzurra e rossonera stanno trattando per un possibile scambio Schevchenko-Vieri. Pochi giorni dopo la voce viene smentita, anche se vi era stato un incontro tra le alte dirigenze delle due squadre di Milano.

15/05/2002     Di fronte alle insistenti voci di mercato che vorrebbero Ronaldo ormai in rottura con l'Inter, Vieri fa un appello al compagno di squadra: "L'anno scorso son rimasto perchè lui me l'ha chiesto; sono convinto che se Ronaldo rimarrà, il prossimo anno riusciremo a divertirci e a fare grandi cose insieme".

08/05/2002    Christian Vieri è amareggiato per la mazzata di domenica, ma non si vuole arrendere e pensa già a come ripartire nella prossima stagione: "Abbiamo un gruppo, e abbiamo un allenatore molto serio. Cuper ci ha fatto lavorare tantissimo, con una continuità di risultati che ci è sempre mancata. Ma soprattutto ci ha portato a vivere da protagonisti questa stagione come non ci accadeva da anni. E' un professionista serio. Ripartiamo con lui per affrontare anche la prossima stagione da protagonisti".

30/04/2002     Vieri inaugura il suo nuovo ristorante a Milano e dichiara che domenica sarà in campo contro la Lazio a qualunque costo, anche se non sarà in perfette condizioni dopo la botta rimediata contro il Piacenza.

14/04/2002    Dopo la partita Inter-Brescia, vinta per 2-1 dai nerazzurri, Vieri ne esce infortunato con un probabile stiramento agli adduttori. É quasi sicuro che salterà l'amichevole Italia-Uruguay di mercoledì, assieme a Marco Materazzi, ugualmente infortunato.

15/03/2002     Vieri prolunga il suo contratto con l'Inter fino al 2006. Dopo tante polemiche sui suoi ripetuti cambi di maglia, il bomber decide di rimanere nerazzurro a vita e dichiara: "Sono vecchio. Ho messo la testa  a posto!"
02/03/2002     Vieri dichiara: "La mia posizione preferita con Elisabetta?! Io sotto e lei sopra, così mi stanco di meno..."

Torna all'indice